Il kayak da mare

Il kayak da mare ti porta a vedere la costa da vicino, dall’acqua, in silenzio e alla velocità di una pagaia. È un’imbarcazione pensata per andare lontano dalla riva e tornare.

Ha il ponte chiuso, gavoni stagni che lo tengono a galla anche pieno d’acqua, cime di sicurezza fissate in coperta, e una lunghezza che gli permette di tenere la rotta invece di girarsi a ogni onda.

Il kayak gonfiabile e quello del noleggio in spiaggia sono un’altra cosa, e la differenza si scopre a un chilometro dalla costa con il vento che gira.

Il kayak da mare: prue di kayak da mare allineate sulla spiaggia, con le cime di sicurezza in coperta

Perché il kayak da mare

Chi sceglie il kayak da mare di solito arriva da altri sport e cerca un modo di stare in mare senza cronometro. Per noi le ragioni per restarci sono tre.

La costa vista dall'acqua

Da terra una scogliera si guarda dall’alto, o da un sentiero. Dal kayak la guardi da sotto, alla stessa altezza dell’acqua, a pochi metri dalla roccia.

Senti la risacca dentro una grotta, vedi il fondale cambiare colore sotto lo scafo, ti fermi dove vuoi. Per noi è il modo più bello di conoscere le nostre coste.

All’alba il mare è fermo, la roccia prende il colore della luce bassa e resta solo il rumore della pagaia che entra in acqua. Nel pomeriggio è già un’altra costa. Torni a riva con il sale sulle braccia.

Dove non si arriva in altro modo

Se ami il mare e l’avventura all’aria aperta, il kayak da mare le mette insieme ogni volta che esci.

Grotte con l’ingresso basso, calette senza sentiero, tratti di costa dove la strada non arriva. Un kayak entra dove non entra nessuna barca a motore, e si tira in secca su una spiaggia di ghiaia larga tre metri.

Può essere un pomeriggio a due miglia da casa, o una settimana lungo un’isola con la tenda nei gavoni. È una disciplina di esplorazione prima che di prestazione.

Senza lasciare traccia

Un kayak non ha motore, non consuma carburante e non fa rumore. Passa sotto una parete di scogliera senza disturbare chi ci vive, se chi pagaia sa a che distanza tenersi.

Per chi ama il birdwatching è un punto di osservazione che da terra non esiste: basso sull’acqua, silenzioso, capace di aspettare. Anche qui la regola è la distanza, e nei mesi della nidificazione si tiene più larga.

E poi c’è la regola che per noi viene prima delle altre: si lascia la spiaggia più pulita di come la si è trovata, e i rifiuti tornano a terra, anche quelli che si trovano in acqua.

Da dove si comincia

Serve un corso

Che cosa impari in un corso e cosa succede se cominci da solo.

Che cosa serve avere

Attrezzatura minima per uscire, e cosa può aspettare.

Il kayak da mare: gruppo di kayak da mare in acqua turchese davanti a un arco di roccia

Quanto è per tutti

Serve saper nuotare e stare in acqua senza andare nel panico. Il resto si impara.

Non serve nessuna patente: in Italia chiunque può andare in kayak, senza titoli e senza autorizzazioni. E non serve una forza particolare, perché la spinta viene dal busto e dalle gambe più che dalle braccia.

Quello che serve, più di tutto, è la testa per decidere di restare a terra quando le condizioni non tengono.

E vale anche per chi ha una disabilità: diversi nostri tecnici hanno la qualifica paracanoa, e c’è chi tiene corsi per ragazzi con disabilità cognitiva.

Quello che la legge chiede

Poco, ma va saputo. Dal 2018 canoe e kayak rientrano fra i natanti da diporto e sono soggetti al limite di un miglio dalla costa, e sopra questa base ogni capitaneria pubblica a inizio stagione le proprie ordinanze.

2018

canoe e kayak rientrano fra i natanti da diporto

un miglio

dalla costa

Il primo passo

Il kayak si compra dopo, non prima. Prima si prova, con qualcuno che sa cosa sta guardando.