Il nostro decalogo
Dieci comportamenti che chiediamo a chi pagaia con noi, e che proviamo a tenere anche quando pagaiamo da soli.
Li abbiamo scritti per il Sottocosta Kayak Camp, ma valgono per qualunque uscita. Parlano di tre cose: la sicurezza di chi è in acqua, il rispetto per chi pagaia con te e il rispetto per il mare.
I comportamenti da tenere in mare
In navigazione sono richiesti kayak da mare (indicativamente >4,5m) dotati di lifeline e gavoni stagni o sacchi di punta. Indossiamo sempre paraspruzzi e PFD.
Rispettiamo le norme di navigazione, le direttive e le ordinanze locali con particolare attenzione a quelle volte alla salvaguardia dell’ecosistema.
Riconosciamo l’ambiente come bene di tutti. Rispettiamo i bagnanti e gli altri utenti del mare.
Rispettiamo anche i compagni di navigazione, siamo puntuali al briefing ed all’imbarco.
Rispettiamo le indicazioni della Guida e degli altri tecnici, specie in situazioni delicate come gli attraversamenti di porti o rotte trafficate e nei passaggi più impegnativi.
Ricordiamoci che il kayaker marino oltre che uno sportivo è anche un marinaio: portiamo sempre con noi l’attrezzatura di sicurezza che reputiamo opportuna, anche in presenza di canoisti più esperti. Esercitiamo sempre le nostre conoscenze in ambiti di meteorologia, navigazione e marinera.
Amiamo il mare e la natura, il canoista lascia la spiaggia sempre più pulita di come l’ha trovata.
Quando possibile raccogliamo i rifiuti che si trovano in acqua, un mare più pulito da maggior soddisfazione a chi lo vive ed è un bene per il pianeta.
Rispettiamo le creature marine e l’ecosistema costiero, il canoista adotta comportamenti che non infastidiscano e non arrechino danno alla loro vita.
Anche fuori dall’ acqua e nelle attività quotidiane adottiamo uno stile di vita il più possibile rispettoso dell’ambiente.
Prima di tutto, la sicurezza
Il primo e il sesto punto riguardano quello che porti in acqua e quello che sai. Un kayak da mare vero, indicativamente sopra i quattro metri e mezzo, con lifeline e gavoni stagni o sacchi di galleggiamento. Paraspruzzi e aiuto al galleggiamento sempre indossati.
E la consapevolezza che chi pagaia in mare è anche un marinaio: l’attrezzatura di sicurezza che ritieni opportuna la porti anche quando nel gruppo c’è qualcuno più esperto, e meteo, navigazione e arte marinaresca si tengono in allenamento.
Il rispetto per chi è in acqua con te
In mare non siamo soli. Il terzo punto chiede rispetto per i bagnanti e per chiunque altro usi il mare. Il quarto, per i compagni di navigazione, a partire da cose semplici come la puntualità al briefing e all’imbarco.
Il quinto vale nelle uscite guidate: le indicazioni della guida e degli altri tecnici si seguono, soprattutto negli attraversamenti di porti e rotte trafficate e nei passaggi più impegnativi.
Il rispetto per il mare
Qui sta il cuore del decalogo. Il secondo punto chiede di rispettare norme di navigazione e ordinanze locali, con un’attenzione particolare a quelle che proteggono l’ecosistema. Le regole cambiano da tratto a tratto, e le trovi spiegate in Storia e regole del kayak.
Gli altri sono quelli che ci chiediamo in ogni uscita. L’ambiente è un bene di tutti. La spiaggia si lascia sempre più pulita di come la si è trovata, e quando si può si raccolgono anche i rifiuti che galleggiano. Creature marine e costa non si disturbano e non si danneggiano. E il rispetto non finisce quando si scende dal kayak.
Dalla regola alla pratica
Al Kayak Camp del 2019 abbiamo pulito una spiaggia tutti insieme. E al Camp consigliamo di viaggiare con auto condivise, di portare una borraccia al posto delle bottigliette e un bicchiere riutilizzabile per le soste.
Sono piccole cose. Moltiplicate per le centinaia di pagaiatori che arrivano a un raduno, fanno la differenza sulla costa che li ospita.
L'ultima parola è divertiamoci
Il decalogo si chiude con tre parole: rispettiamo, proteggiamo, divertiamoci.
Teniamo molto all’ultima. Si va in mare per stare bene, e le altre regole servono a poterlo fare a lungo, noi e chi verrà dopo.