Miglia nautiche, nodi e tempi di percorrenza
Un miglio nautico vale 1.852 metri. Non è un numero arbitrario: corrisponde a un primo di latitudine, cioè a un sessantesimo di grado sul meridiano.
Da lì viene tutto il resto, compreso il motivo per cui in mare le distanze si misurano sul bordo della carta.
Le conversioni che servono
L’ultima riga è la più utile in pratica: sulla carta nautica le distanze si misurano sulla scala verticale, quella delle latitudini, mai su quella orizzontale.
- 1 miglio nautico = 1.852 metri = 1,852 chilometri
- 1 nodo = 1 miglio nautico all’ora = 1,852 km/h
- 10 chilometri = circa 5,4 miglia nautiche
- 1 primo di latitudine = 1 miglio nautico
Quanto si fa davvero in kayak
Fra due e mezzo e tre nodi. È l’andatura di un’uscita turistica, con condizioni tranquille e un gruppo di livello 1 o 2.
Il numero regge anche sulla carta: nel sistema di certificazione la prova di secondo livello si descrive come una navigazione di almeno due ore oppure cinque miglia, cioè la stessa cosa detta in due modi.
Su questo ritmo si costruiscono i conti realistici.
La velocità di punta di un kayak non serve a niente nel calcolo. Quello che conta è la velocità che riesci a tenere per ore, con il vento che hai, dopo che sei già stanco.
- Una mattinata, tre o quattro ore, fa dalle otto alle dodici miglia
- Una giornata piena ne fa quindici o venti, che è l’ordine di grandezza del quarto livello
- Con vento contro questi numeri si dimezzano, e non gradualmente
Il conto del ritorno
L’errore più comune è calcolare l’andata.
Se vai con il vento a favore, il ritorno è contro. Costa più del doppio: nel frattempo il mare si è formato e tu sei più stanco. Un percorso di sola andata con recupero a terra risolve il problema, quando è possibile.
Le vie d'uscita
In un piano di navigazione conta la distanza fra un punto di sbarco e il successivo, più della distanza totale.
Un tratto di venti miglia con approdi ogni due è un’uscita; un tratto di otto miglia senza nessun approdo è un’altra cosa. Il quarto livello di certificazione mette esattamente questo limite: litorali senza possibilità di sbarco per un massimo di tre miglia.
Il conto scritto
Distanza in miglia diviso velocità in nodi uguale tempo in ore. È l’unica formula che serve, e serve a ricavare l’ETA, l’orario previsto di arrivo, che va scritto prima di partire.
Calcolare con disinvoltura tempi, distanze e velocità per determinare l’ETA è una delle materie d’esame del terzo livello di certificazione.
Il passo successivo
Le distanze dicono quanto ci metti. La rotta dice dove finisci.