Il kayak da mare

Tipi di kayak da mare

Un kayak da mare si riconosce da quattro cose: ponte chiuso, gavoni stagni, cime di sicurezza in coperta, lunghezza sufficiente a tenere la rotta.

Tutto il resto (materiale, forma, timone o deriva) cambia da un modello all’altro.

Kayak e canoa non sono la stessa cosa

Nel kayak sei seduto con le gambe distese e usi una pagaia a doppia pala. Nella canoa sei in ginocchio o seduto in alto e usi una pagaia a pala singola.

In Italia si dice canoa per tutto, e anche il nome della Federazione Italiana Canoa Kayak (FICK) tiene insieme le due parole. Nell’uso tecnico però sono due imbarcazioni diverse, con caratteristiche tecniche diverse.

Tipi di kayak da mare: pagaiatore seduto in un kayak a ponte chiuso, con la pagaia a doppia pala in primo piano
Dalla canoa eschimese al kayak groenlandese: pagaiatore con una pagaia groenlandese in legno, a pala stretta e lunga, fra i kayak sulla spiaggia

La canoa eschimese

Canoa eschimese è il nome con cui in Italia si è chiamato per decenni il kayak, e chi cerca informazioni su questa disciplina spesso parte da lì.

Il termine però è dispregiativo, e chi si occupa di cultura inuit lo evita. I nomi corretti sono inuit e groenlandese.

Da qui in avanti su questa pagina useremo quelli, perché il kayak groenlandese esiste davvero ed è un’imbarcazione precisa: scafo stretto, ponte basso, costruito storicamente su misura del corpo di chi lo usava, e ancora oggi la base di una scuola tecnica con una pagaia propria, la pagaia groenlandese, a pala stretta e lunga.

Chi pagaia in stile groenlandese lo fa per una ragione pratica: quella pagaia lavora bene con il vento forte e affatica meno sulle lunghe distanze.

Fra i tecnici Sottocosta almeno dodici indicano le tecniche groenlandesi fra le loro specializzazioni. Alla Inuit Traditional Kayak School, sul lago di Bracciano, Alessandro Langiano insegna le tecniche e i roll groenlandesi, e Federico Ferendeles costruisce pagaie e kayak tradizionali.

I modelli che trovi in giro

Tipo
Com'è fatto
Per cosa va bene
Kayak da mare
Com'è fatto
Ponte chiuso, gavoni stagni, dai 450 cm in su
Per cosa va bene
Navigazione costiera, uscite di giornata, viaggi
Kayak groenlandese
Com'è fatto
Stretto e basso, scuola tecnica propria
Per cosa va bene
Chi cerca la tecnica tradizionale e il vento forte
Sit on top
Com'è fatto
Ponte aperto, ti siedi sopra
Per cosa va bene
Acqua calda, vicino a riva, snorkeling
Gonfiabile
Com'è fatto
Si sgonfia e sta in una sacca
Per cosa va bene
Trasporto e stivaggio, non navigazione
Kayak da fiume
Com'è fatto
Corto, molto manovriero
Per cosa va bene
Acqua mossa e corrente, non il mare aperto

Perché i sit on top non bastano

Sono comodi, si risalgono facilmente dopo un rovesciamento e non richiedono paraspruzzi.

Quello che non hanno è la capacità di tenere la rotta con vento al traverso, perché sono corti e stanno alti sull’acqua. Con brezza tesa ti fanno pagaiare il doppio per andare dove volevi.

Il noleggio balneare usa in gran parte scafi sotto i 420 centimetri: vanno benissimo per stare sotto costa un’ora, e non sono pensati per altro.

Polietilene o composito

Polietilene

più pesante, incassa gli urti e le trascinate sui sassi, costa meno. È la scelta normale per cominciare.

Composito

cioè vetroresina, carbonio o kevlar: più leggero, più rigido, scivola meglio e incassa peggio gli urti, ma si ripara. Costa il doppio o il triplo.

Il peso conta più di quanto sembri, perché il kayak va caricato in macchina e portato all’acqua da soli.

Timone o deriva

Il timone si comanda con i piedi e si alza quando non serve. La deriva è una lama che scende dallo scafo e aiuta a tenere la rotta in caso di vento insistente.

Chi comincia tende a usarli sempre; chi ha imparato a governare con la pagaia li usa quando il vento lo impone. Nelle prove di certificazione il timone va disarmato, proprio perché la valutazione riguarda la tua tecnica.

Quale prendere per iniziare

Nessuno, per un po’.

Il primo kayak si sceglie dopo aver provato almeno tre modelli diversi, e i modelli si provano nei corsi e nelle uscite di gruppo. Comprare prima significa quasi sempre rivendere entro un anno.